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Quaderni de Gli Argonauti N. 31/2016
Autore: AA. VV.
ISBN: 9788843081752
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Descrizione
La bellezza possibile. Valore e responsabilità del desiderio.
Poesia, musica, opere d’arte, incontri personali, natura e le tante esperienze del bello che ci raggiungono, ci commuovono e ci lasciano trasformati, testimoniano possibilità inconsapevoli, inesprimibili, radicate in un “conosciuto non pensato”, una vaga e indefinibile presenza che risuona. Consonanze e dissonanze ci seducono all’ ”arte del vivere”. Eppure, ci accade di venire sopraffatti del “troppo bello per essere vero!”. In forme più o meno inconsce, possiamo favorire ciò che ci allontana dal sublime. Le connessioni e le assimilazioni del bello con il valore personale, che da sempre risuona, in modi differenti, nella storia del pensiero hanno guidato questo progetto. [1] I richiami alle Enneadi tentano di sintetizzare le riflessioni che, nel corso dei secoli hanno avvicinato bello e bene – come ricordano i contributi di Gurisatti e Maso -, in quanto tensione all’elevazione. Ho inteso la possibilità della bellezza come spazio transizionale in cui gli affetti e il pensiero manifestano la tensione, potenzialmente costruttiva, tra l’attrazione verso l’estremo dell’assoluto irraggiungibile e l’estremo della reificazione come bisogno di afferramento e di possesso. La “cura di sé” sembra rappresentare il luogo della tensione mediatrice e trasformatrice, nel cammino asintotico verso la realizzazione personale. I dialoghi a distanza, tra pensatori appassionati, faranno riecheggiare, nelle riflessioni qui contenute, i temi del corpo, della cura di sé, del rapporto tra estetica ed etica, della trasformazione personale, mettendo in luce aspetti del destino di qualità intime e implicite nella vita dell’uomo. Gli autori si interrogheranno sulla funzione salvifica del bello e del valore.
Il contributo di Duccio Demetrio ci introduce a una dimensione presente nei pensatori attenti a quanto nell’uomo continuamente interagisce, oltre le separazioni disciplinari.
Giovanni Gurisatti, propone una “cura di sé” che faccia della propria vita un’opera d’arte, non come elogio autoreferenziale e un po’ dandystico, della bella forma, della bella apparenza fine a se stessa, a discapito della spiritualità.
Stefano Maso chiede se sia possibile, prendendo le mosse da una piattaforma erotico-materialista, sviluppare una teoria della bellezza e della felicità. “E’ questa una delle scommesse della filosofia di Epicuro, per la quale al centro c’è il concetto di aisthesis, sensazione/percezione.
Il contributo di Sabino Matarrese, posto nello spazio mediano del Quaderno vuole rendere plastica la visione del dialogo tra gli universi delle differenti discipline – filosofia e psicoanalisi. Le ricerche in campo astrofisico si offrono quale metafora di ciò che accade in altri, infinitamente piccoli e intimi, universi.
L’intervista a Eli Weisstub, condotta da Letizia Dal Santo consente di osservare la continua interazione e il continuo scambio dialogico dentro al lavoro clinico, come inesauribile trasformazione delle conversazioni intime come si manifestano nella vita di uno psicoanalista.
Le riflessioni di Sandro Panizza sul dialogo onirico, intersoggettivo suggerisce una clinica che protegga e lasci nascere il dialogo implicito e possibile, nella sua paziente, consentendole di riannodare i fili di senso delle sue vicissitudini. “La bellezza in psicoanalisi fiorisce attraverso diverse manifestazioni: la cretività da un lato, e la crescita dall’altro, lo schiudersi di una forma appena abbozzata all’inizio, che evolve in un processo vitale. Nell’esempio clinico, questa prospettiva “è trascinata da un volano particolare, articolato in due componenti”: l’estetica del sogno, l’aspetto formale dei sogni e l’evoluzione dei contenuti trattati verso una crescita continua, grazie alla trasformazione della relazione con l’analista.













